L'ASSIOLO, SARA'UNA NUOVA SPECIE NIDIFICANTE PER IL LENTATESE?

       

 

 

Maggio: un canto monotono e ripetuto costantemente echeggia nelle vallate boschive del lentatese. Ad emetterlo e’ l’Assiolo “Otus scops” un piccolo strigiforme che in primavera arriva dalle terre africane dove ha passato l’inverno per migrare verso nord in cerca di lidi piu’ idonei magari gia’ natali o fermarsi per nidificare nel nostro territorio italiano. L’Assiolo ha una Lunghezza di 18–21 cm; apertura alare 47–55 cm; ala 14,4-16,2 cm; coda 6,7-7,5 cm; tarso 30 mm; becco 17–19 mm; peso 56-102 g. Questo rapace vive di norma solitario, attivo soprattutto di notte. Se al tramonto o poco dopo termina la sua fase di pausa, alle prime luci dell'alba si ritira nel suo rifugio sempre ben riparato. Il volo di perlustrazione Ŕ diretto e quasi senza rumore. In situazioni di minaccia l'Assiolo assume una posizione a grande altezza, mimetizzandosi. In tale posizione resta immobile per lungo tempo, lasciando che il nemico potenziale si avvicini. Solo quando Ŕ molto vicino spicca il volo, cambiando posto e riassumendo immediatamente la postura mimetica. In mancanza di possibilitÓ di fuga, l'Assiolo mostra una varietÓ di atteggiamenti aggressivi, come soffiare, far battere il becco o sgranare gli occhi in modo asincrono, che possono sfociare in attacchi diretti con artigli e becco. Gli Assioli covano soprattutto nei buchi degli alberi. Occasionalmente utilizzano cavitÓ di rupi ed edifici. La covata, che consiste di tre o cinque uova, viene deposta ed incubata solo dalla femmina per 25 giorni. Dopo la schiusa i piccoli lasciano il nido dopo circa 21-22 giorni e vengono curati da entrambi i genitori. GiÓ a 40 giorni sono capaci di cacciare autonomamente delle prede, ma vengono curati dai genitori per altri 20 giorni. Questo gufetto predilige ambienti aperti, talvolta anche aridi. Uliveti, foreste di pini, piccole radure di frassini, boschi, campagne alberate, parchi e giardini, in pianura ed in montagna sino al limite del castagno, anche presso le abitazioni umane, ma anche cimiteri e in parte parcheggi sono habitat adatti. Nel territorio di espansione settentrionale si trova soprattutto nei declivi meridionali esposti al caldo o in climi di coltivazione vinicola. Non occupa, al contrario, foreste chiuse. Nei sei mesi dell'inverno europeo si trattiene nelle savane africane dove, di giorno, si rifugia su grandi alberi. Nel territorio di Lentate questo piccolo e simpatico rapace notturno e’ un migratore irregolare e non si e’ mai trattenuto a lungo. Non e’ detto che in passato non si sia mai fermato a nidificare, ma gli studiosi non l’hanno mai accertato e l’osservazione, che e' durata piu’ di una quindicina di giorni nel 2016 non ha confermato la sua nidificazione in loco. Probabilmente, come avviene da sempre, si trattava di un single che fermatosi durante il periodo migratorio ha trovato nel territorio in esame un sito ideale dove rifocillarsi e ripararsi. Staremo a vedere nei prossimi anni se sara' una nuova specie nidificante per il territorio comunale. Ad oggi, nel 2017, gli ornitologi si stanno gustando la soddisfazione di averlo come cantore nelle notti primaverili lentatesi.

 

Giugno 2017

 

W.S.

 

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