OSSERVAZIONE DI AVERLA CAPIROSSA IN PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA



   Nella foto e' raffigurata l'Averla capirossa osservata
 

Mattina del 24 aprile 2016. Durante un'uscita di birdwatching con lo scopo di monitorare le specie che attraversano, durante la migrazione pre-nuziale, le aree naturali della provincia di Monza e Brianza , in localita' Lazzate, e' stato osservato un esemplare di Averla capirossa Lanius senator che, posata sulla cima di un paletto di recinzione, piantato nei pressi di un terreno arato, si faceva ammirare per diverso tempo senza destare paura. L'osservazione risulta essere la seconda per la zona. Un primo esemplare fu avvistato in data 17 maggio 2015 nei territori adiacenti.

Avente un’apertura alare di 26-28 cm. L’Averla capirossa possiede un dimorfismo sessuale non molto pronunciato. Il maschio possiede il vertice e la nuca castano- rossastri; ha un'ampia banda frontale e una maschera attorno agli occhi, entrambe di colore nero; la gola e le parti inferiori sono di colore bianco puro; le ali sono nere, come anche il mantello. La femmina è simile al maschio, ma più opaca. Gli immaturi sembrano dei pallidi giovani di Averla piccola, con un mantello fittamente barrato, scapolari e groppone molto chiari e tracce della corta barra alare biancastra. Il volo è tipico del genere notevolmente diretto e impetuoso. Per appollaiarsi compie una brusca curva verso l'alto, accentuata dall'abitudine di posarsi in punti più alti rispetto alle altre averle.
Nidifica tra i primi di maggio e la metà di luglio, su alberi da frutto e olivi o in cespugli fitti e spinosi, dove si ritrovano nidi a coppa estremamente resistenti, costituiti da materiale vegetale composto da foglie e radici, foderati con lana, peli, ragnatele, muschi e licheni; spesso sono incorporati fiori raccolti dal terreno. L' Averla capirossa si nutre di insetti, soprattutto Coleotteri ed occasionalmente di piccoli vertebrati. Come le altre averle, attende sui posatoi da cui si lascia cadere o scivola sopra la preda sul terreno, o balza fuori in volo dopo aver individuato un insetto.

Solitamente è una specie solitaria e territoriale.
Il suo habitat preferito sono le aree semi-aperte con cespugli ed alberi ben spaziati, come anche terreni boscosi, vecchi frutteti, giardini e parchi con siepi spinose. In alcune zone divide l'habitat con l'Averla piccola senza molta competizione. Frequenta anche i margini di zone pascolate o coltivate non intensivamente.
Migratrice su lunga distanza, nidifica in Europa centrale, principalmente nel bacino del Mediterraneo, e sverna nelle aree tropicali dell'Africa. L'Italia è interessata dalla migrazione primaverile in aprile e maggio, da quella autunnale tra luglio e settembre.
L'Averla capirossa è praticamente assente lungo l'arco alpino ed in vasti settori dell'Italia nord-orientale, mentre altrove è distribuita in modo non uniforme, con un incremento di densità al centro-sud e nelle isole maggiori.
In Lombardia, come in tutta la parte settentrionale dell'areale, è una specie localizzata, con una distribuzione omogenea solo nella fascia comprendente il pedemonte bresciano; presenze sporadiche di coppie isolate o popolazioni frammentate a bassa densità sono state segnalate nel Parco Agricolo Sud Milano e in alcuni Parchi fluviali quali l’ Adda Sud, Serio, Mincio oltre che nelle zone del Parco del Bernina, Disgrazia, Val Masino e Val Codera. Una seconda area relativamente importante, in ambito non protetto, si trova nell'Oltrepo’ Pavese. In provincia di Monza e Brianza questa specie risulta migratore molto irregolare per non dire accidentale. Questi avvistamenti in questa stagione possono essere determinanti per una conferma della fenologia dell'Averla capirossa nel territorio in esame.

Aprile 2016


W.S.


«Precedente