INTERESSANTI STUDI SUL GRILLAIO
 

 

                          
Nella foto di W.Sassi un Maschio di Grillaio

Il 17 luglio 2010 e’ stato inanellato un giovane Grillaio Falco naumanni in un nido a Montescaglioso dal Centro recupero rapaci della Riserva Naturale S. Giuliano, nei pressi di Matera  e nel 2011 la sorpresa di osservarlo in Emilia Romagna! Grazie all'inanellamento è stato possibile acquisire questo interessante dato che contribuisce a far luce sulla possibile origine della piccola colonia parmense.

Settecento chilometri in volo, da Montescaglioso, fino ai campi agricoli della bassa parmense. L’esemplare e’ una giovane femmina di Grillaio, un piccolo rapace delle dimensioni simili al Gheppio Falco tinnunculus, dopo un lungo viaggio migratorio che lo ha portato dall’Africa centrale fino al sud Italia, ha scelto di non fermarsi per nidificare nel luogo di nascita, nel materano, ma di risalire l’intera penisola alla ricerca di un altro luogo per costruire il nido. La scoperta è di Germano Balestrieri e Andrea Vegetti, volontari del Gruppo locale di conservazione (Glc) coordinato dalla LIPU di Parma, che operano nell’ambito del progetto Life ”PianurAaparmense” coordinato dalla Provincia di Parma. Grazie ai controlli continui per seguire la popolazione di Grillaio, che dal 2000 si è insediata stabilmente nel parmense con un numero compreso tra 15 e 20 coppie stabili da alcuni anni, è stato notato nei giorni scorsi che un esemplare portava un anello identificativo alla zampa. Una volta risaliti al numero dell’anello, grazie al lavoro di documentazione fotografica si e’ risaliti alla sua provenienza. Secondo l’ornitologo Guido Premuda Si può ipotizzare che le colonie siano legate all'insediamento di individui che compiono regolarmente un movimento di dispersione pre -migratoria dalle aree di nidificazione del Sud Italia verso Nord, alla ricerca di aree più ricche di cibo a latitudini superiori. Tale fenomeno è stato dimostrato in Spagna dagli studiosi Serrano e Delgado, grazie alle ricatture nella parte settentrionale della Penisola Iberica di individui inanellati al nido in Andalusia. Ma la scoperta di questo esemplare non si ferma qui, in quanto, il rapace, e’ sempre oggetto di studio degli ornitologi che anche quest'anno hanno concluso il censimento di questa specie in Capitanata, confermando la straordinaria ripresa della specie in zona negli ultimi cinque anni. Fino a pochi anni fa in Capitanata, regione che coincide, all'incirca, con l'antica Daunia e con l'odierna provincia di Foggia e comprendente la parte settentrionale della regione pugliese, con il Tavoliere delle Puglie, il Gargano e il Subappennino Dauno e detta anche Puglia piana, insieme alla Terra di Bari e alla Terra d'Otranto, e che compone il territorio dell'attuale regione Puglia, la specie era quasi del tutto scomparsa contando appena una decina di coppie nidificanti, ma oggi, grazie anche alle attività realizzate con il progetto Life Rapaci del Gargano avviato nel 2006 ed appena conclusosi, il numero di esemplari è rapidamente aumentato lasciando ben sperare per il futuro.

 

     

 

                       Nella foto tratta dal web una femmina di Grillaio

 

Il censimento del 2011 è stata l'occasione per tracciare un bilancio complessivo a conclusione del progetto LIFE ed i dati raccolti sono più che lusinghieri: per la prima volta si è superata la soglia delle 200 coppie nidificanti nel territorio della Capitanata, distribuite in oltre 25 siti diversi. L'aumento degli effettivi della specie sta quindi a testimoniare il buon lavoro svolto finora composto dalle numerose iniziative condotte come la realizzazione di un centro di allevamento, la riproduzione ed il successivo rilascio di centinaia di esemplari, la sensibilizzazione degli agricoltori, l'installazione di nidi artificiali, le modifiche ai regolamenti edilizi dei comuni di Monte Sant'Angelo e San Giovanni Rotondo per favorire la nidificazione sui tetti delle case. Il progetto Life Rapaci del Gargano, finanziato dalla Commissione europea, è stato condotto dalla Provincia di Foggia in collaborazione con il Centro studi Naturalistici Onlus ed il Consorzio di Bonifica Montana del Gargano. Benchè le attività previste dal progetto siano concluse, resta l'impegno di tutti i partner a proseguire le iniziative a favore della tutela di questo splendido rapace.


Agosto 2012

W.S.



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