I NETTARIVORI


Occhialino
Foto tratta del web
Lorichetto arcobaleno
Foto tratta del web

Esistono in natura famiglie di uccelli che traggono beneficio dalla convivenza con i fiori. E’ l’esempio dei nettarivori, ossia uccelli che si nutrono del nettare prodotto dai fiori. Queste specie animali vivono in tre continenti, distinte in cinque famiglie. In America si trova la famiglia Trochilidae, cioè dei colibrì. Nel Sud Africa vi sono i Nectariniidae ed i Zosteropidae, mentre in Australia esistono i Melifhagidae ed i Lori, pappagalli della famiglia Psittacidae. Tutte queste famiglie ornitiche svolgono un ruolo molto importante. Sono impollinatori. Durante la fase di nutrimento gli uccelli involontariamente si sporcano di polline e trasportano da una pianta all’altra creando una fecondazione incrociata, garantendo in questo modo la procreazione della specie vegetale. Inoltre alcuni fiori si sono evoluti trasformando le corolle più lunghe ed adatte alla estrazione del nettare solo dagli uccelli escludendo dall’operazione gli insetti. Questa preferenza risiede nel fatto che gli uccelli sono impollinatori più sicuri poiché riescono a coprire distanze notevoli anche in caso di cattivo tempo, aumentando in questo modo le probabilità di fecondazione della pianta. In America i colibrì furono conosciuti maggiormente alla fine dell’ottocento perché le loro piume servivano per adornare i copricapi delle dame dell’epoca. Oggi, per fortuna, questa pratica è stata abbandonata. Tutte le specie vengono studiate regolarmente e sono considerate un patrimonio naturale protetto dagli enti governativi della zona dove vivono. I colibrì hanno dimensioni molto ridotte, da cm.5.8 a cm. 21.7, e ciò gli è valso l’appellativo di “uccelli mosca”. Hanno colori sgargianti con piume iridescenti in più parti del corpo. Caratteristica di questa famiglia è il volo. Spesso vengono ripresi mentre, librandosi sopra una corolla di un fiore, suggono il nettare come delle farfalle. Il becco fine ed allungato cambia da specie a specie a seconda del tipo di pianta frequentato. I colibrì più comuni sono il colibrì di Anna (Calypte anna) il colibrì di Allen (Selasphorus sasin) il colibrì golanera (Archilocus alexandrii), mentre il più grande con dimensioni simili ad un passero è il colibrì gigante (Patagona gigas).In totale esistono 315 specie divise in 112 generi. La distribuzione mondiale di questa famiglia va dalle Americhe, come già scritto, allo stretto di Magellano ed all’Alaska. Ma si trova anche nelle Indie occidentali, sulle isole Juan Fernandez e nelle Bahamas. Alcune specie sono migratrici. La voce di questi piccolissimi uccelli è composta da brevi note acute. Un trillo veloce ed un paio di note acute sono la composizione del canto d’amore dei maschi. I richiami vengono emessi in volo. La riproduzione avviene con la costruzione di un piccolissimo nido posto sopra un ramo orizzontale od uno stelo. Le specie che nidificano negli anfratti rocciosi costruiscono un nido pendulo sostenuto da ragnatele. Le uova, che sono di norma due, hanno una forma allungata e sono di colore bianco. In Sud Africa i colibrì sono “sostituiti” dalle nettarinie che però sono presenti anche nell’Australia meridionale e in Asia la catena Himalayana. Anche questi uccelli hanno dimensioni piccole dai cm. 9 ai cm. 30 con colorazioni sgargianti nei maschi, mentre le femmine hanno una tinta più olivastra con piccole striature gialle nella zona ventrale. Alcuni maschi possiedono ciuffi con tinte vivaci oppure lunghe timoniere centrali. Il becco allungato e curvo serve alla specie per nutrirsi stando posata sullo stelo del fiore da dove preleva il nettare. E’ interessante sapere che quando il fiore presenta lunghe corolle le nettarinie forano la parte inferiore estraendone il nettare. Le ali arrotondate e la coda corta fanno in modo che questi uccelli possano muoversi agevolmente tra i rami delle piccole piante. La voce in queste specie è composta di canti aspri tintinnanti ed acuti. Il nido costruito sospeso od incassato fra la vegetazione è una coppa appesa con entrata laterale composta da una piccola tettoia. Il tutto intessuto con ragnatele. La femmina depone in media due uova leggermente azzurrate con punteggiature brunastre. I piccoli, nati dopo 13 giorni di incubazione, vengono nutriti con nettare e piccolissimi insetti per 20 giorni. La nettarinia più comune è la nettarinia ventre arancio (Nectarinia violacea) che vive dove sono presenti piante appartenenti alla famiglia delle Proteacee. Sempre in Africa esiste la famiglia zosteropidae che comprende 85 generi in 11 specie. Oltre che in Africa questi uccelletti vivono in Asia, Australia ,Oceania E nuova Guinea dove vi siano giardini boschi e foreste. Le dimensioni variano dai cm.10 ai cm.14.Sono chiamati uccelli dagli occhiali per via delle palpebre bianche che bordano gli occhi e che le fanno sembrare dei veri occhiali. I maschi hanno colori più vivaci delle femmine che vanno dal bruno al verde giallo, emettono sovente piccoli gorgheggi all’alba composti da note elaborate difficili da decifrare. Inoltre queste specie possiedono una nota molto lunga ed acuta che serve a tenere i contatti a lunga distanza. Mentre durante un’aggressione la minaccia viene rafforzata con colpi di becco. Il nido viene costruito nella biforcazione di due rami e la femmina vi depone 4 uova biancastre o azzurrine che cova per 10/12 giorni dopodiché i genitori allevano i pullus per una quindicina di giorni con insettucci nettare e bacche. Tra i più comuni cito l’occhialino fianchi castani (Zosterops mayottensis) e l’occhialino giallo africano (Zosterops senegalensis). Nella parte meridionale del continente Australiano il nettare viene estratto da uccelli della famiglia Psittacidae ed in particolare dai lori e dalla famiglia Melifhagidae, ossia i mangiatori di miele. I lori sono originari oltre che del continente Australiano anche della Nuova Guinea,dall’Indonesia e dalle isole del Pacifico.La famiglia comprende 11 generi che si nutrono solo di polline, nettare e frutta.Alcune specie hanno colori sgargianti. Le dimensioni variano dai cm.10 ai cm.31. La nidificazione in natura viene ripetuta persino quattro volte all’anno se le condizioni meteorologiche sono ottimali. Fatta eccezione per il lorichetto di Goldie (Trichoglossus goldei) che nidifica in colonie i maschi delle altre specie sono fortemente territoriali ed ogni coppia possiede un proprio territorio difeso in modo estremo. Tra i lori più conosciuti vi sono il lori fosco (Pseudos fuscata), il lori nero (Chalcopsitta atra), il lori rosso (Eos bornea) il lori dal cappuccio nero (Loriu lory) ed il lorichetto arcobaleno (Trichoglossus heamatodotus) che insieme al lorichetto delle Molucche (Trichoglossus Mollucanus) sono i più belli della specie. I mangiamiele hanno dimensioni medio grandi da cm. 8 a cm. 45. Sessi simili, ali lunghe ed appuntite, zampe con tarsi allungati, dita provviste di unghie lunghe, una lingua lunga e filamentosa sono le loro caratteristiche morfologiche. Alcune specie di questa famiglia vivono nelle zone dove è presente l’Eucalipto di cui sono gli effettivi impollinatori. La loro alimentazione è nettarivora ma viene anche integrata da insetti. La famiglia ornitica detta Melifhagidae si trova oltre che in Australia anche nella nuova Guinea, Nuova Zelanda, Isole Hawaii, Indonesia e Sud Africa. L’habitat preferito è costituito da boschi e foreste ricchi di piante nettarifere come l’eucalipto ,come già detto in precedenza, e la banksia. Alcune specie vivono nelle brughiere ed aperta campagna. I versi di richiamo sono rauchi nelle specie di grosse dimensioni mentre molto musicali e limpidi in quelle più piccole. La riproduzione avviene con la costruzione del nido da parte della femmina che si occupa poi della covata per 14 giorni, composta da due uova di colore rosato o fulvo con punteggiatura bruna. I piccoli vengono nutriti e seguiti dai genitori per un periodo di 16 giorni sino alla completa indipendenza. Di questa famiglia vanno ricordate le specie più comuni come il mangiamiele mimo (Melifhaga analoga) il mangiamiele di macchia (Melifhaga albonotata) il mangiamiele delle foreste (Melifhaga montana) il mangiamiele gracile (Melifhaga gracilis) ed il mangiamiele boccagialla (Melifhaga flavirictus).


Colibrì golarubino (Archilochus colubris)
Foto tratta del web
Colibrì coda rossiccia
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LO SAPEVATE CHE IL COLIBRI’ GOLA RUBINO...

Il colibrì gola rubino (Archilochus colubris) compie una delle performance più sorprendenti del mondo alato. Questa specie percorre più di mille chilometri in un volo senza scalo che gli consente di attraversare il Golfo del Messico. Ma questo è solamente il primo tratto del viaggio di km. 3200 che ogni autunno questa specie, nidificante negli stati orientali americani, affronta per raggiungere i quartieri di svernamento nell’America centrale. Una prestazione eccezionale, se si pensa che questo uccello pesa solo tre grammi. Proprio nel colibrì gola rubino sono stati misurati il consumo energetico per il volo e la velocità di crociera. Esso consuma gr.0,13 di grasso all’ora e può volare ad una velocità media di 80 km/h. Si è calcolato che i colibrì catturati e studiati prima della migrazione possiedono circa gr.2 di grasso adiposo considerato lo stretto necessario per affrontare il volo di migrazione.
 

E CHE IL COLIBRI' DI SANT'ANNA......

Alcuni ricercatori americani hanno capito l'origine del suono emesso dal  minuscolo Colibri' di Sant'Anna (Calypte anna, nella foto qui sopra tratta da internet), lungo circ 10 cm. e dal peso di 3/6 grammi. I maschi durante la fase di corteggiamento emettono un suono particolare che non si capiva come veniva emesso. Gli ornitologi hanno scoperto che il particolare suono viene creato dall'aria che passa tra le penne della coda quando l'animale le apre, prima di lanciarsi in veloci picchiate di corteggiamento. Il ricercatore Christopher Clark, autore della scoperta, si e' servito di una telecamera ad alta velocita' che ha filmato un maschio di questa specie lanciato in una spettacolare picchiata durante il corteggiamento di una femmina. Si suppone che inizialmente questo suono fosse prodotto incidentalmente dagli uccelli e che, in seguito fu particolarmente attraente per le femmine favorendone la selezione naturale.

Luglio 2009

W.S.



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