PASSERIFORMI


I passeriformi sono composti da circa 5000 specie con un elevato grado di specializzazione. Colori, dimensioni e struttura alare si sono evoluti in modo perfetto adattando ogni specie ad ogni tipo di ecosistema. In questo modo i passeriformi sono presenti in ogni parte del globo. La struttura del becco è adatto ad ogni tipo di alimentazione.



                                                                                                                                                                                Migliarino di palude (Emberiza schoeniclus). foto di V.Clerici
 

Sottile appartenente alle specie insettivore, massiccio alle specie granivore, uncinato se le abitudini alimentari sono pressoché carnivore. Ciò nonostante la presenza ovunque di questo grande genere di uccelli le specie difficilmente interagiscono negativamente. Anzi molte di loro si riuniscono in stormi e in determinate stagioni si muovono insieme alla ricerca del cibo o formano colonie per nidificare. Questo metodo è considerato una autodifesa insieme al mimetismo nei confronti dei predatori. Tutti gli individui si tengono in contatto con versi di richiamo rimanendo molto vicini soprattutto nelle ore notturne quando nei famosi dormitori ogni individuo è in diretto contatto col vicino. Ogni pericolo viene comunicato da un membro del gruppo ed una volta captato il gruppo cerca riparo nel sottobosco o sulle fronde degli alberi oppure acquattandosi a terra vicino ad un nascondiglio naturale. Molte specie, finito il periodo delle migrazione e la brutta stagione, tendono a sciogliere il gruppo formandosi in coppie per riprodursi ed è in questo periodo, coincidente con la primavera, che il maschio attraverso il canto determina il proprio territorio e dimostrando una parata nuziale attira e conquista la femmina. Si è notato che più le specie sono elusive, ossia vivono nel più fitto del sottobosco, più hanno un canto sviluppato ed elaborato. In questo caso la potenza del canto è determinante alla conquista del sesso opposto. In base a questa capacità canora i passeriformi sono divisi in oscini con grado di evoluzione più alto, e viceversa, suboscini. L'organo vocale che produce i gorgheggi si chiama siringe ed è costituita da una camera di risonanza dove entra aria per mezzo del movimento di tre paia di muscoli. L'evoluzione naturale in tutte le specie ha prodotto una serie di moduli canori che ognuna sfrutta in base alle proprie abitudini di vita nell'ambiente circostante.


          

Stiaccino. foto di V.Clerici


Il repertorio vocale risulta così essere modificato tanto che ogni specie ha creato un proprio linguaggio diversificato. Inoltre le specie più evolute hanno imparato suoni innaturali creati dall'uomo. Altre invece per sopravvivere hanno imparato ad imitare il richiamo delle proprie prede che ingannate rispondono finendo vittime. I vari suoni sono poi variati da zona a zona. In questo modo si è creato un vero dialetto canoro. Caratteristica che viene tramandata alle nuove generazioni con tutte le evoluzioni acquisite insieme ad altre abitudini vitali. Abitudini trasformate in opportunità che danno ai passeriformi la possibilità di continuare ad esistere sul pianeta.


Aprile 2005

W.S.



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