L'INANELLAMENTO SCIENTIFICO



Stiaccino intrappolato nella rete mist-net
Foto: W. Sassi



Lucherino maschio nella rete
Foto: M. Guerrini


L'inanellamento scientifico è una tecnica di ricerca basata sul marcaggio individuale degli uccelli. Attraverso ciascuna ricattura di un uccello inanellato, e il suo successivo rilascio, o quando l'animale viene trovato morto, si può ricostruire il viaggio percorso, definire la rotta di migrazione oltre a identificare l’area di sosta utilizzata. Quest’ultimo dato è determinante per lo studio dei sistemi di protezione delle aree protette, indispensabili alle varie specie. Altre indicazioni che scaturiscono dalle ricatture sono rappresentate dalle stime di sopravvivenza, e del successo riproduttivo di ogni specie. Dati importanti per determinare i motivi delle variazioni numeriche all'interno delle popolazioni stesse. Gli uccelli migratori attraversano liberamente le frontiere durante i loro spostamenti di conseguenza costituiscono un bene naturale che appartiene all'intera comunità. A garanzia di questo bene naturale è stato istituito l'EURING, l'Unione Europea per l'Inanellamento che coordina la fitta rete di informazioni sulle catture e ricatture effettuate dai ricercatori europei. L'inanellamento scientifico ebbe inizio in Danimarca nel 1890 e fu adottato dall’insegnante Mortensen che cominciò ad apporre al tarso di alcune specie degli anelli metallici, cominciando a ricevere segnalazioni di migratori uccisi o trovati nei campi. Dall’epoca, l'inanellamento si e' evoluto diventando una tecnica di ricerca utilizzata in tutto il mondo. Attualmente si usano anelli di vario tipo e dimensione, in relazione alla dimensione della zampa. Speciali anelli e diversi altri tipi di marcatura, sono utilizzati per identificare gli uccelli a distanza, senza che sia necessario catturarli nuovamente. Ad esempio le lunghe zampe dei Fenicotteri recano vistosi anelli colorati con iscrizioni diverse, che possono essere facilmente lette anche con un cannocchiale. Le Oche possono essere contrassegnate con collari colorati e gli aldeidi con marche alari. Molti uccelli vengono inanellati ancora da pulcini nel nido, oppure possono essere catturati con tipi diversi di reti o trappole. I piccoli uccelli sono spesso catturati con reti denominate "mist-nets", ed attraverso la scelta della maglia e del materiale che le compone vengono eliminati i rischi di danneggiamento al piumaggio. Uccelli piu' grandi come anatre ed oche sono catturate in trappole ad invito. Dopo essere stati estratti dalla rete o dalla trappola, in cui restano per breve tempo perche' gli inanellatori passano spesso a controllarle, gli uccelli vengono posti individualmente in sacchetti di tessuto morbido, all'interno dei quali si tranquillizzano evitando cosi' di farsi male fino al momento dell'inanellamento. Le misure biometriche vengono fatte più brevemente possibile, maneggiando delicatamente gli animali e, alla fine delle misure, il rilascio e' immediato. Tutti i dati biometrici sono raccolti seguendo procedure standardizzate, che assicurano la creazione di banche dati, risultando disponibili per progetti internazionali. In Italia, l'attivita' di inanellamento e' coordinata dall ISPRA. (Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale) di Ozzano Emilia (Bo). L'Istituto provvede, tra l'altro, alla formazione degli aspiranti inanellatori, agli esami di abilitazione all'attivita' di ricerca, alla raccolta e l'elaborazione dei dati. Dopo i corsi e' previsto un periodo di tirocinio presso inanellatori gia' esperti che dura generalmente due, tre anni. A questo punto il futuro inanellatore dovra' sostenere un esame per ottenere la sua prima licenza. Lo studio delle rotte e delle modalita' di migrazione delle varie specie di uccelli e' stato il primo fine dell'inanellamento scientifico. Molte specie appartenenti all’avifauna europea sono soggette a diverse minacce, soprattutto legate ai cambiamenti ambientali. Ricerche Ornitoculturali svolge tale attività dal 1998 presso due impianti della regione Lombardia. L’Osservatorio Ornitologico di Arosio della Fondazione Europea Il Nibbio e, sino al 2005, presso l’Osservatorio Ornitologico Cascina Lodoletta di Gera Lario nella Riserva Naturale Pian di Spagna. Ambedue gli impianti si trovano in provincia di Como. In questi due impianti il sottoscritto, fino ad oggi, ha inanellato migliaia di uccelli di molte specie partecipando così anche ai progetti di studio, qui svolti, promossi dall’ISPRA sezione inanellamento scientifico quali “P.R.I.S.CO.”, “Progetto Svernanti”, “Progetto Nidificanti” e “Progetto Alpi”. Mentre per quanto concerne i progetti condotti direttamente dall’ISPRA ha partecipato al progetto “Piccole Isole”.



l'Osservatorio Ornitologico di Arosio (CO) in una foto aerea.
Foto: archivio FEIN



L'Osservatorio ornitologico Cascina Lodoletta di
Gera Lario (CO)

Foto: W. Sassi



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